|
L'Umbria,
posta nel cuore d'Italia, con i suoi 8.456 km² di superficie (6.334 la
provincia di Perugia e i restanti 2.122 quella di Terni) è una tra le
più piccole regioni italiane e l'unica, dell'Italia peninsulare, a non
essere bagnata dal mare. Confina ad est ed a nord-est con le Marche, ad
ovest e nord-ovest con la Toscana ed a sud e sud-ovest con il Lazio.
Il territorio, prevalentemente collinare ( per il 70,7%), presenta delle
zone montuose (per il 29,3%).
Offre una grande varietà di caratteri morfologici e paesaggistici e il
susseguirsi di vallate, catene montuose, altipiani e pianure, più o meno
estese, che attraversano la regione da ovest a est, costituiscono la
caratteristica geografica dominante. La non raggiunta stabilità
tettonica e la giovane età geologica motivano l'elevata sismicità della
regione, nonché lo scenario alpestre; le cime, tuttavia, sono di norma
non molto elevate (mediamente intorno ai 1.300 metri s.l.m.), ampie e
coperte da pascoli sovrastanti estese superfici boschive.
L'Umbria mistica nasce con quello che sarà il fondatore del monachesimo:
san Benedetto da Norcia (480-547). I monasteri da lui creati hanno fatto
la storia e la cultura della religiosità.
|
 |
In Umbria
i monasteri più importanti sono San Pietro, a Perugia, Sassovivo, nei
pressi di Foligno, Santa Maria di Valdiponte, a Montelabbate vicino a
Perugia, San Benedetto del monte Subasio, nei pressi di Assisi, San
Salvatore di Monte Corona e l'abbazia di Petroia, nei pressi di Città di
Castello.
Nel XIII secolo "emerse" la città di Assisi con san Francesco
(1182-1226) e santa Chiara. Gli splendidi affreschi di Giotto, Cimabue,
Lorenzetti e Simone Martini, presenti nella basilica assisana, fanno ben
comprendere la potenza della religiosità medioevale e il fervore mistico
del tempo. A Todi, nella cripta della chiesa di San Fortunato, riposa
Jacopone da Todi, seguace di san Francesco.
Ai monasteri benedettini e francescani si aggiunge la basilica e il
monastro di santa Rita a Cascia, mentre a Terni troviamo la basilica
dedicata a san Valentino, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273.
Vanno infine citati san Rinaldo di Nocera Umbra, sant'Ubaldo di Gubbio,
San Feliciano di Foligno, e ancora la beata Angela da Foligno, santa
Chiara da Montefalco, e san Rufino di Assisi. Meritano una citazione
anche Madre Speranza, fondatrice dell'ordine dei "Figli e ancelle
dell'Amore Misericordioso", sepolta a Collevalenza di Todi, e la beata
Vanna da Orvieto, protettrice delle sarte e delle lavoranti dell'ago. |