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Pordenone (in friulano Pordenon) è un comune di 50.926 abitanti,
capoluogo dell'omonima provincia.
Pordenone sorse durante l'Alto Medioevo, lungo il fiume Noncello,
come porto fluviale, da cui deriva il nome Portus Naonis, porto sul
Noncello. In zona esistevano comunque già degli insediamenti
agricoli in epoca romana come dimostrato dai ritrovamenti dei resti
di una villa in località Torre.
Nel 1278, dopo essere stata amministrata da vari feudatari,
Pordenone passò agli Asburgo diventando così un'enclave austriaca
nel territorio del Patriarcato di Aquileia. Nel XIV secolo
l'insediamento si ingrandì notevolmente grazie ai fiorenti traffici
commerciali fluviali e nel 1314 le fu conferito lo status di città.
Nel 1508 Pordenone fu conquistata dal condottiero Bartolomeo d'Alviano
per conto della Repubblica di Venezia la quale concesse a d'Alviano
la signoria sulla città. Solo con l'estinzione di questa famiglia,
avvenuta nel 1537 la città fu amministrata direttamente da Venezia
attraverso suoi provveditori. La Serenissima mantenne gli statuti
della citta e ne riconobbe i privilegi già acquisiti durante la
signoria degli Asburgo e provvide a riattivare l'economia
pordenonese realizzando un nuovo porto e potenziando le attività
manufatturiere.
Con la caduta di Venezia, Pordenone subì un primo ritorno
all'Austria, seguito dalla parentesi napoleonica. Con la caduta di
Bonaparte e il Congresso di Vienna, fu aggregata con il resto del
Friuli e del Veneto al Regno Lombardo-Veneto. Con la realizzazione
della strada Pontebbana e della linea ferroviaria (1855) decadde il
ruolo del porto e del percorso fluviale, ma iniziò ad affermarsi con
decisione l'industria. A partire dagli anni 1840 erano sorti
numerosi cotonifici che affiancarono le già numerose cartiere e la
fabbrica della Ceramica Galvani.
Dopo l'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nel 1866,
l'introduzione dell'energia elettrica nel 1888 consentì la
modernizzazione degli impianti e un incremento nella produzione
industriale.
Le distruzioni arrecate dalla Prima guerra mondiale e la crisi del
1929 trascinarono il settore cotoniero in un lento declino da cui
non si sarebbe più ripreso. Dopo la Seconda guerra mondiale la
Zanussi, ora facente parte della multinazionale svedese Electrolux,
che sino ad allora era una piccola azienda di produzione di cucine
economiche con alimentazione a legna o gas, divenne un colosso
europeo nel campo degli elettrodomestici, arrivando a occupare molti
degli abitanti della città.
Nel 1968 Pordenone diventò capoluogo di provincia, sino ad allora il
territorio della Destra Tagliamento faceva parte della provincia di
Udine. Dal 1974 è anche sede vescovile della diocesi di
Concordia-Pordenone; già dal 1919 a Pordenone era ubicato il
seminario vescovile, con la scuola di teologia. Recentemente la
città è divenuta sede di un polo universitario dipendente
dall'Università di Trieste e dall'Università di Udine. Inoltre dal
2002 è attivo il Polo Tecnologico di Pordenone per promuovere la
cultura dell'innovazione nelle imprese del territorio.
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