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La
Provincia di Pavia è una provincia della Lombardia di circa 520 mila
abitanti.
Confina a nord con la Provincia di Milano, a est con la Provincia di
Lodi e con l'Emilia Romagna (Provincia di Piacenza), a sud-ovest, a
ovest e nord-ovest con il Piemonte (Provincia di Alessandria,
Provincia di Vercelli, e Provincia di Novara).
Attraversata dai due maggiori fiumi italiani per portata, il Po e il
Ticino, che confluiscono quasi nel suoi centro, la provincia di
Pavia appare, a seconda dei punti di vista, divisa o unita da questi
fiumi. Superficialmente si direbbe divisa, e tale fu storicamente
quando il suo destino fu deciso da forze esterne, per le quali un
fiume poteva essere un comodo confine amministrativo o
politico-militare. Al contrario, quando furono le forze locali a
poter giocare un ruolo determinante, prevalse la tendenza all'unione
delle terre lungo i fiumi, principali vie di comunicazione nella
pianura, e motivo di coesione. Così i Romani, che divisero il
territorio addirittura fra tre regioni diverse, non tennero in alcun
conto le precedenti aggregazioni etniche, che - come diremo -
appaiono organizzate lungo i fiumi. Nel Medioevo fu la città di
Pavia ad aggregare di nuovo il territorio, ma nel XVIII secolo, nel
dominio assoluto delle cancellerie europee, esso fu smembrato tra
stati diversi, e Napoleone, padrone di tutte queste aree, non volle
accondiscendere al desiderio delle popolazioni di essere riunite. Va
dunque ascritto a merito del governo sabaudo, nel 1859, di aver
riunito definitivamente il territorio pavese, anche a costo di
modificare l'assetto amministrativo precedente.
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