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Latina,
conosciuta fino al 1946 con il nome di Littoria (112.943 abitanti), è una
città del Lazio, capoluogo dell'omonima provincia. Fu fondata il 30 giugno
1932 e inaugurata il 18 dicembre 1932, durante il fascismo.
Sede vescovile dal 18 dicembre 1934, è situata nel cuore della pianura
pontina, a 62 km a sud di Roma, 21 metri sopra il livello del mare.
Dal punto di vista ambientale, Latina sorge nella parte settentrionale
dell'agro pontino, una vasta pianura ricavata negli anni Trenta in seguito
alla bonifica idraulica delle paludi pontine, su impulso del governo
fascista. L'Agro pontino confina a Nord con il corso del fiume Astura e a
Sud con il mar Tirreno. Il centro abitato è quasi completamente circondato
da un territorio appoderato, anche se ad oggi non del tutto coltivato a
causa scarsa fertilità di alcune aree, in particolare a sud della città.
Nelle territorio comunale ricade l'estremo settentrionale del Parco
Nazionale del Circeo, in particolare l'intero Lago di Fogliano.
Di notevole importanza naturalistica il tumuleto della duna litoranea, una
barriera sabbiosa naturale alta alcuni metri, parallela alla linea di
costa e adiacente alla spiaggia; sulla stessa cresce una particolarissima
vegetazione costituita da piante resistenti a condizioni climatiche
estreme, quale elevata salinità e scarsità idrica.
Una delle piante più diffuse nel comune, come nell'intero Agro Pontino, è
l'Eucalipto, pianta originaria dell'Oceania; la sua presenza è dovuta alla
piantumazione operata a seguito della bonifica integrale di estese "fasce
frangivento", ossia di filari di alberi ad alto fusto situati lungo i
canali ed i fronti stradali aventi la funzione di inibire la formazione e
la propagazione di forti venti radenti in un territorio all'epoca
deforestato in modo sostanzialmente completo. Per queste piantumazioni l'ONC
scelse di utilizzare unicamente l'Eucalipto per la sua caratteristica
elevata capacità di assorbimento d'acqua, pregio ritenuto importante per
evitare negli attigui canali i ristagni primaverili/estivi e con essi la
sopravvivenza della zanzara anofele, causa dell'endemia malarica. |