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I più
antichi reperti archeologici rinvenuti nella Provincia di Cremona
sono ascrivibili al Mesolitico, ma solo nel Neolitico il territorio
cremonese ospitò stabilmente delle popolazioni, dedite alla caccia e
raccolta nonché all'agricoltura. Particolare importanza ebbe la
cultura del Vho (néi pressi di Piadena), i cui appartenenti
realizzarono villaggî palafitticoli lungo il córso inferiore
dell'Oglio.
Durante le Età déi metalli si verificarono migrazioni verso la
pianura Padana dalle zone transalpine: questi popoli, di origine
celtica, controllarono il territorio cremonese, senza però
stabilirvi insediamenti di grande rilievo. La zona nord-orientale
della Provincia fu soggetta ai Galli Cenomani, staziatisi nel
Bresciano e di cui vi sono poche testimonianze, concentrate
prevalentamente a Piadena. La zona occidentale fu controllata dagli
Insubri, ai quali appartenne la piazzaforte di Acerrae,
probabilmente néi pressi dell'attuale Pizzighettone, ma della quale
non sono state rinvenute testimonianze archeologiche.
La fondazione della colonia di Cremona, nel 218 a.C., primo
insediamento romano a nord del fiume Po, si inserì come un cuneo tra
le aree di influenza delle due popolazioni celtiche, permettendo ai
nuovi arrivati - formalmente alleàti con i Cenomani - di conquistare
progressivamente il territorio. L'ager cremonensis era compreso tra
i fiumi Po, Adda ed Oglio, fino all'attuale abitato di Trigolo. La
parte orientale della Provincia appartenne invece probabilmente al
territorio di Bergamo.
Una svolta nella storia politico-amministrativa del territorio si
ebbe nell'alto Medioevo con l'invasione longobarda dell'Italia
settentrionale: dopo la conquista di Cremona, nel 603 d.C., il
territorio fu suddiviso tra i Ducati longobardi di Bergamo, Brescia,
Piacenza, il Gastaldato di Sospiro (Cremona) ed il governo vescovile
nella città stessa.
Tra il X e l'XI secolo la città di Cremona accrebbe il proprio
potere: Matilde di Canossa donò al libero Comune l'Insula Fulcheria
(ossia il Cremasco), mentre i vescovi della città ottennero
importanti concessioni economiche dall'Imperatore.
Nel XIV secolo il Comune di Cremona raggiunse la sua massima
estensione, oltrepassando i confini dell'antico ager romano e
addirittura dell'odierna Provincia.
L'economia della Provincia è prevalentemente agricola. In
particolare, vi si producono frumento, mais, barbabietole da
zucchero, soia, zucche, pomodori. Assai sviluppato è l'allevamento,
bovino e suino. Vi sono inoltre numerose industie alimentari per la
produzione di salumi, dolciumi, pasta ecc... Vi è la presenza di
un'industria meccanica, una petrolifera ed una energetica, tutte
concentrate presso il capoluogo. L'artigianato è famoso per la
produzione di strumenti ad arco (in particolare violini), di
dolciumi (come il torrone), la pasta con i tortelli di zucca nel
Casalasco ed i tortelli dolci del Cremasco; altrettanto famosa è la
mostarda cremonese. La presenza del Porto-Canale è utile all'approdo
delle chiatte che risalgono il fiume Po.
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